Bufera nel Regno Unito: tre adolescenti sono stati condannati per stupro nei confronti di due ragazze minorenni ma non andranno in carcere. La decisione del tribunale di Southampton ha provocato proteste da parte delle famiglie delle vittime e ha scatenato un caso politico, con il premier Keir Starmer che s’è detto “inorridito”. La sentenza sarà ora esaminata dall’Attorney General per valutare se le pene inflitte siano state troppo lievi.
Il caso riguarda due episodi avvenuti a Fordingbridge, nell’Hampshire, il 26 novembre 2024 e il 17 gennaio 2025. Gli imputati, all’epoca dei fatti, avevano 14 e 15 anni, la stessa età delle due vittime. Il giudice Nicholas Rowland ha disposto nei confronti dei presunti stupratori ordini di riabilitazione giovanile con supervisione, escludendo la custodia in un istituto minorile. Il motivo? Mandarli in carcere a quell’età avrebbe significato “segnare la loro vita”, escludendo qualsivoglia possibilità di recupero.
Come evidenziato in precedenza, la sentenza è stata contestata dalle vittime e dai familiari. Una delle ragazze, oggi sedicenne, ha dichiarato ai microfoni del programma “Sunday With Laura Kuenssberg”, in onda sulla Bbc, che la decisione del tribunale è stata “come ricevere un sasso in faccia”. La giovane ha detto di essersi sentita tradita dal sistema giudiziario dopo aver denunciato la violenza e affrontato il processo.
Secondo quanto riferito dal Guardian, il giudice ha motivato la scelta tenendo conto dell’età degli imputati e delle regole della giustizia minorile. Rowland ha sottolineato che i ragazzi non devono essere trattati come adulti e che la pena deve puntare anche alla riabilitazione. In aula sono state richiamate anche le condizioni personali degli imputati, tra cui ansia, ADHD e difficoltà cognitive.
I familiari delle vittime hanno chiesto un intervento del governo. La madre di una delle ragazze si è rivolta direttamente al premier Starmer, chiedendo se avrebbe ritenuto accettabile una sentenza simile nel caso in cui la vittima fosse stata una sua familiare: "Se si trattasse di sua figlia, sua nipote, suo figlio, suo nipote, un membro della sua famiglia, sarebbe contento? Perché noi non lo siamo, e non credo che nessun altro cittadino lo sarà. Lei ha il potere di aiutare, quindi la prego di intervenire".
Il caso è arrivato anche a Downing Street. Starmer ha definito la testimonianza della sedicenne “straziante e coraggiosa” e ha sostenuto la decisione di sottoporre le condanne a una verifica urgente. Il riesame dovrà stabilire se le pene decise dal tribunale siano compatibili con la gravità dei reati. In precedenza, diversi parlamentari del Labour, così come alcuni ministri, avevano bollato la sentenza come “inaccettabile”.