L’avevano promesso e ora gli azzurri passano ai fatti. «Stiamo predisponendo una proposta di legge sulla responsabilità civile dei magistrati sulla quale ci confronteremo all’interno della maggioranza », scrive su X Enrico Costa. Il presidente dei deputati di Forza Italia, a due mesi dal referendum, rompe il silenzio sulla giustizia e torna all’attacco. Anche perché, per il capogruppo azzurro, il voto «al di là del risultato deludente, ha evidenziato tante criticità che restano irrisolte, ancora tutte sul tavolo ». Servono quindi «riforme ordinarie capaci di restituire piena efficienza all'amministrazione della giustizia e di rafforzare le garanzie costituzionali assicurate ai cittadini». Partendo dal motto: chi sbaglia, paga.
Non c’è solo la legge elettorale al centro dei programmi del centrodestra, dunque. Anche se su questa la premier Giorgia Meloni ha chiesto uno sprint nelle prossime settimane. Mercoledì i capigruppo della maggioranza a Montecitorio chiederanno la calendarizzazione della riforma a giugno e si potrebbe arrivare al voto a luglio. In commissione Affari costituzionali si sta lavorando alla riformulazione del testo base. «Stiamo ragionando su alcune limature, tecniche e politiche», dice il deputato di Forza Italia Stefano Benigni. I correttivi riguarderebbero la soglia del 42% per l'accesso al premio, il tetto massimo di 220 deputati e 113 senatori, lìeliminazione dei ballottaggi se nessuno raggiunge la soglia, lìomogeneità del risultato di Camera e Senato per far scattare il premio.
Per la giustizia, invece, l’appuntamento è al 3 giugno per un vertice di maggioranza, chiesto a fine aprile con una lettera al ministro Carlo Nordio e ai colleghi di maggioranza, dai capigruppo azzurri Enrico Costa e Stefania Craxi al Senato.
Dopo l’annuncio sulla responsabilità civile dei magistrati arrivano le prime reazioni, più convinte dalla Lega più caute da Fdi. Il tema è tra quelli che «meritano assolutamente attenzione particolare e priorità», dice Giulia Bongiorno. La presidente della commissione Giustizia del Senato e responsabile del dipartimento giustizia del partito di via Bellerio, condivide la proposta e l’intenzione di «spingere» sul tema. «La nostra posizione spiega- sulla responsabilità civile dei magistrati è nota. Più volte ne ha parlato il nostro segretario». Ma i «paletti» ci sono, a cominciare dal fatto che il testo «sia scritto ovviamente in modo equilibrato, non deve avere un carattere di legge punitiva». Il referendum sulla separazione delle carriere ha insegnato molto.
Il sottosegretario alla Giustizia di FdI Alberto Balboni dice: «Se c'è una proposta di una forza politica di maggioranza è giusto valutarla, ma nel merito ». Spiega che non conoscendo la pdl non può esprimere un parere, ma ricorda che c’è stato un referendum nel 1987, «quindi è un tema antico e va ponderata ovviamente una soluzione che tenga conto dei diversi interessi in gioco».
Di fronte all’attendismo degli alleati il senatore azzurro Pierantonio Zanettin rassicura: «Proporremo ai partner di governo un nuovo, equilibrato testo di legge ed inizieremo al più presto con i nostri alleati un confronto di merito ». Per gli azzurri,insomma, «l’ultimo anno di legislatura non deve andare sprecato».
Quanto alle altre riforme, il premierato è fermo e sull’autonomia differenziata, dopo la forte battuta d’arresto per la sentenza della Corte costituzionale del 2024, si procede in ordine sparso agli accordi con le regioni.