Roma capitale pro Pal. Pronto il maxi raduno con i fondi dell’Europa

Scritto il 25/05/2026
da Francesco Giubilei

Avs e antagonisti al gran completo. E la "star" sarà Rima Hassan, accusata di apologia di terrorismo

L’internazionale pro Pal arriva a Roma per dire stop al trattato Ue-Israele. Mercoledì nella capitale si riunisce lo stato maggiore degli amici di Gaza convocati da Alleanza Verdi e Sinistra per un evento alla Città dell’Altra Economia organizzato nell’ambito dell’iniziativa «Giustizia per la Palestina» e promosso dal gruppo «European Left Alliance» con tanto di finanziamento del Parlamento europeo. Sebbene formalmente i gruppi parlamentari abbiano diritto a fondi per organizzare iniziative è lecito chiedersi se sia opportuno che il Parlamento europeo finanzi eventi a cui partecipano figure estremiste come l’europarlamentare francese Rima Hassan. «Dobbiamo continuare a parlare per la Palestina, senza sosta, esortando l'Ue a porre fine alla sua complicità con il genocidio di Israele in Palestina» si legge nel programma dell’evento che «vedrà ospiti internazionali, esperti e artisti, che si riuniranno per dare voce al popolo palestinese.

La manifestazione «giocherà un ruolo importante nell'aumentare la consapevolezza sulla campagna Giustizia per la Palestina in Italia e per evidenziare il nostro invito alla sospensione completa dell'accordo di associazione Ue-Israele». Tra i relatori, insieme a Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli, è prevista la partecipazione di Hassan. Esponente del controverso movimento «La France Insoumis», la Hassan è imputata in Francia con l’accusa di «apologia del terrorismo» per un post pubblicato su X il 26 marzo 2026 in cui citava le parole di Kozo Okamoto, uno degli autori della strage dell’aeroporto di Tel Aviv nel 1972 che causò 26 morti.

Tra gli altri europarlamentari presenti c’è Catarina Martins del Bloco de Esquerda e Mimmo Lucano (foto). Non poteva mancare la relatrice Onu Francesca Albanese insieme a Fadwa Barghouti (foto) avvocato e moglie di Marwan Barghouti, a Moni Ovadia e ad Enzo Iacchetti. Ad aver aderito all’appello anti israeliano non sono solo politici e personalità del mondo dello spettacolo ma anche alcune delle sigle più attive negli ultimi anni per sostenere la causa palestinese tra cui Amnesty International Italia, la Global Sumud Flotilla e Greenpeace oltre alla Comunità Palestinese di Roma e Lazio.

Non si tratta dell’unica iniziativa prevista in sostegno della Palestina nei prossimi giorni nella capitale che si prepara a ospitare il 29 maggio lo sciopero generale indetto dai sindacati di base e il 2 giugno, in concomitanza con la Festa della Repubblica, una serie di mobilitazioni contro la guerra. Lo sciopero di venerdì «per la Palestina e contro la guerra» a cui hanno aderito i collettivi e i gruppi pro Pal nasce per «imporre un embargo popolare contro “Israele”» e «sviluppare pratiche di boicottaggio economico, accademico e militare».

Come se non bastasse, a chiamare a raccolta la galassia pro Pal insieme agli estremisti rossi ci ha pensato il partito dei Carc con un invito a «passare al contrattacco» e un «appello alla solidarietà contro la repressione e alla mobilitazione per un governo che attua la Costituzione». Da qui l’invito a «un campo, un fronte di forze e organismi che possono e devono utilizzare le prossime giornate di mobilitazione per la Flottilla, il prossimo sciopero generale del 29 maggio e la giornata del 2 giugno per passare al contrattacco. Per costruire nuove date, iniziative e mobilitazioni, uno tzunami che travolga il governo Meloni». L’album di famiglia è completo.