Oltre sei milioni e seicento mila elettori, per 895 comuni, di cui 20 capoluoghi di provincia. Ma, soprattutto, questa tornata di elezioni comunali è il primo test dopo il referendum sulla giustizia e il penultimo prima della sfida delle elezioni politiche del 2027. Dunque - come spiega al Giornale il presidente di Noto Sondaggi, Antonio Noto (nella foto) - «il significato politico del voto c’è, anche se la popolazione chiamata alle urne è marginale». Due, secondo il sondaggista, le città da tenere d’occhio in ottica di equilibri nazionali. «Il dato politico del voto delle comunali arriverà inequivocabilmente da Reggio Calabria e Venezia», ci dice Noto. Perché? «A Reggio Calabria c’era un sindaco di centrosinistra e bisogna vedere se il centrodestra sarà in grado di vincere, mentre a Venezia tocca capire cosa accadrà dopo le vicende giudiziarie che hanno coinvolto Luigi Brugnaro, se avranno un impatto oppure se non ce l’avranno, come accaduto alle ultime regionali in Calabria». Sullo sfondo, appunto, lo stato di salute delle due coalizioni nazionali, che nelle varie città si presentano anche in diverse declinazioni, quindi la posta in gioco nella prima elezione dove gli elettori saranno chiamati a votare direttamente i partiti, dopo la consultazione del referendum. Uno scenario probabilmente diverso, secondo Noto. «Domani (oggi, ndr) si capirà se quel voto referendario è stato un voto per i partiti dell’opposizione oppure soltanto un voto per il No alla riforma della giustizia», riflette il presidente di Noto Sondaggi. Ma, lo studioso, guardando in filigrana l’andamento dei sondaggi nazionali sembra propendere di più per la seconda opzione. La tornata delle amministrative, infatti, arriva in un contesto in cui l’onda referendaria potrebbe apparire in risacca. «A livello nazionale - ragiona - abbiamo una situazione in cui il centrodestra è ora in leggero vantaggio sul campo largo, con Fratelli d’Italia che cresce di un mezzo punto rispetto alla nostra rilevazione precedente». E, poi, c’è la Lega. Con l’incognita di Futuro Nazionale di Roberto Vannacci, rimasto fuori da questo turno delle comunali. «La Lega – spiega Noto – flette ma risente minimamente dell’impatto di Vannacci». Un 4%, accreditato al generale dal sondaggista, che «ruba solo un punto alla Lega e invece prende molto dall’astensionismo, da elettori che non hanno votato alle politiche e poi alle europee».
Nel campo largo, invece, i dati sono da prendere con le pinze. A questo proposito, Noto cita le recenti riserve espresse da esponenti pentastellati, Chiara Appendino in primis, su un’alleanza organica con Italia Viva di Matteo Renzi. «Nelle dinamiche del campo largo, negli ultimi giorni, c’è stata questa polemica del M5s con Renzi, di cui ancora non abbiamo ancora il peso, ma bisognerà capire come si svilupperà», è la spiegazione del sondaggista.
Intanto, alle comunali, in molte città il centrosinistra si presenta diviso. «A Messina c’è il candidato di Cateno De Luca che corre da solo, a Salerno c’è il De Luca campano, ma il Pd non si è presentato e M5s e Avs hanno un altro candidato, a Chieti corre diviso il centrodestra, mentre ad Arezzo si è spaccato il centrosinistra», è la radiografia del panorama elettorale. In più, viene sottolineata un’altra circostanza, ovvero che «nelle grandi città non c’è stata la campagna dei leader nazionali, solo Schlein l’ha fatta a Venezia». E il motivo, a parere di Noto, «è che dopo il referendum c’è stata un po’ di paura nell’intestarsi un’eventuale sconfitta».
Ma, comunque, i fari restano puntati su Reggio Calabria e sul capoluogo veneto. «Se in una delle due città vince un sindaco diverso rispetto a quello che c’era, ci sarà un racconto di vittoria nazionale di uno o dell’altro schieramento», conclude Noto.