L'ordine dei giornalisti finanzia chi sostiene il No al referendum

Scritto il 04/02/2026
da Orlando Sacchelli

Polemiche dopo che il Consiglio nazionale dell'Ordine di giornalisti ha stanziato ventimila euro a favore di Articolo 21 che fa parte del Comitato per il No al referendum sulla giustizia

In piena campagna referendaria è normale che le forze politiche e i gruppi di pressione si schierino da una parte e dall'altra. Appare un po' strano, però, che a farlo sia il Consiglio nazionale dell'Ordine di giornalisti, che ha deciso di stanziare ventimila euro a favore di Articolo 21 che, tra le tante attività che svolge, fa parte anche del Comitato per il No al referendum sulla giustizia.

Su 57 presenti alla riunione 33 hanno votato a favore del finanziamento, 8 contro, tre si sono astenuti e cinque non hanno preso parte alle votazioni. "Il Consiglio dell’Ordine dei giornalisti ha ratificato la proposta dell’Esecutivo di finanziare le iniziative in difesa del giornalismo organizzate da alcune associazioni consolidando così una prassi pluriennale e in qualche caso decennale", precisano dall'Odg, parlando di un sostegno "per organizzare specifiche iniziative a tutela della professione" e di associazioni che non sono "parti politiche, come maliziosamente viene affermato". Ma la polemica è esplosa.

"Al di là di come uno la pensi sul referendum - osserva Francesca Filippi, membro del Consiglio dell'Odg - è almeno inopportuno che un Ente pubblico che rappresenta tutti i giornalisti finanzi una parte politica durante la campagna elettorale". Siamo d'accordo e ci permettiamo di aggiungere che non solo è inopportuno ma è altresì scandaloso.

Ma c'è di più, come sottolinea Filippi nel suo post sui social: "Il Consiglio nazionale dell'Ordine nei giorni scorsi ha annullato dei corsi per i crediti formativi dedicati alla riforma Nordio" per garantire la par condicio. "Schizofrenia pura", chiosa la Filippi.

Da un lato ci si preoccupa di garantire la parità di trattamento per i due schieramenti che si confrontano al referendum, per evitare che, durante i corsi di formazione, si comunichino tesi di parte in materia di riforma della giustizia. Dall'altro si elargiscono fondi (ventimila euro) al Comitato che si batte a favore del No. Si può essere, al contempo, super partes e di parte?

Intendiamoci, Articolo 21 ha tutto il diritto di impegnarsi per le battaglie che ritiene più giuste, ci mancherebbe. Ma perché l'Ordine dei Giornalisti dovrebbe dargli dei soldi?

Il chiarimento dell'Odg

Il Consiglio dell’Ordine dei giornalisti non ha finanziato, nello specifico, le attività del Comitato per il No bensì ha finanziato alcune associazioni ("Ossigeno per l’informazione", "Carta di Roma" e "Articolo 21) a fronte della presentazione dei relativi giustificativi, per organizzare specifiche iniziative a tutela della professione. L'Ordine assicura che non si schiera a favore o contro il referendum.

Cos'è il Consiglio nazionale dell'Odg

"È composto in ragione di due professionisti ed un pubblicista per ogni Ordine regionale, salvo i particolari criteri elettorali fissati dalla legge per gli Ordini che hanno un elevato numero di iscritti. Il suo compito fondamentale è quello contenzioso, cioè di rivedere, annullare o revocare le decisioni adottate in primo grado dai Consigli regionali".