La Procura di Piacenza ha concluso le indagini preliminari sul professor Emanuele Michieletti, l’ex primario del reparto di Radiologia dell’ospedale “Guglielmo da Saliceto” accusato di violenza sessuale e stalking nei confronti di alcune colleghe e collaboratrici. Ne dà notizia il quotidiano Libertà. Secondo quanto riporta il Corriere della Sera, dopo aver scontato sei mesi agli arresti domiciliari, il noto professionista è tornato al lavoro, anche se presso uno studio privato. L’ordine dei medici ha infatti revocato la sospensione della professione.
Il legale: “Leggeremo gli atti”
Generalmente la chiusura delle indagini preliminari anticipa una richiesta di rinvio a giudizio. La difesa, dal momento in cui riceve la notifica (415-bis del Codice di procedura penale), ha a disposizione 20 giorni per presentare memorie difensive, produrre documenti o chiedere che l’indagato venga sottoposto a un nuovo interrogatorio. “Si tratta di un atto dovuto. - chiarisce al giornale piacentino l’avvocato Pietro Roveda, che assiste Michieletti - Produrremo le nostre memorie difensive nei termini di legge e valuteremo se sottoporci a un interrogatorio”. Gli atti sono stati notificati nei giorni scorsi a tutte le parti in causa e dunque, sia all’indagato che alle 8 professioniste indicate come persone offese.
Le accuse nei confronti dell’ex primario
A denunciare per prima i presunti abusi sessuali era stata una collega di Michieletti. La radiologa aveva riferito agli investigatori che, la mattina del 21 novembre 2024, si era recata dal primario per concordare le ferie. Quest’ultimo, secondo la versione fornita dalla professionista, l’avrebbe baciata con insistenza sul collo e tentato un approccio fisico. La dottoressa sarebbe riuscita a divincolarsi grazie all’arrivo provvidenziale di una persona che aveva bussato alla porta dell’ufficio. Un episodio analogo si sarebbe verificato anche il 9 dicembre successivo: un’altra collega sarebbe stata bloccata e palpeggiata nelle parti intime. E ancora, durante il periodo Covid, una dottoressa sarebbe stata costretta a subire un rapporto sessuale completo. Le indagini, come riporta il Corriere della Sera, avrebbero accertato un presunto sistema di abusi che avrebbe coinvolto almeno 8 donne. In un caso specifico, quello di un’infermiera, le violenze sarebbero andate avanti più di dieci anni: “Più volte al mese - scrivono i pm - quando aveva bisogno di sfogare le sue pulsioni sessuali, la prendeva per le spalle, la conduceva nel suo ufficio e la costringeva ad avere rapporti intimi”. Medici e infermiere erano condizionate “dalla sua immagine di uomo potente e protetto dalla direzione sanitaria”. Michieletti era stato arrestato il 6 maggio scorso e sollevato dall’incarico di primario del reparto di Radiologia dell’ospedale piacentino.