Un uomo che sabato ha aperto il fuoco nei pressi di un posto di controllo di sicurezza della Casa Bianca è morto dopo essere stato colpito dagli agenti che hanno risposto al fuoco, secondo quanto riferito dal Servizio Segreto degli Stati Uniti. Si tratta del terzo episodio di sparatoria nelle vicinanze del presidente Donald Trump nell'ultimo mese. L'agenzia di polizia ha dichiarato in un comunicato pubblicato su X che l'uomo si trovava nella zona tra la 17ª Strada e Pennsylvania Avenue quando, poco dopo la mezzanotte italiana (le 18 ora di Washington), ha «estratto un'arma dalla borsa» e ha iniziato a sparare. Gli agenti del Secret Service hanno risposto al fuoco e colpito il sospetto, che è deceduto in ospedale, ha riferito l'agenzia. L'uomo è stato identificato come Nasire Best, 21 anni ed era già noto alle forze dell'ordine. Secondo i registri del tribunale del Distretto di Columbia, Best era stato arrestato nel luglio 2025 dopo aver tentato di entrare senza autorizzazione in un altro posto di blocco della Casa Bianca, non aver ottemperato all'ordine degli agenti di fermarsi, «aver affermato di essere Gesù Cristo» e aver detto di voler essere arrestato. Si è tenuta un'udienza preliminare ed è stato emesso un «ordine di allontanamento prima del processo», una misura che di solito impone all'imputato di non avvicinarsi a una persona o a un'area prima del processo. In passato problemi mentali: sosteneva di essere Gesù Cristo, o anche Dio. Sui social aveva scritto di essere «il vero» Osama bin Laden e aveva espresso il desiderio di fare del male al presidente Donald Trump.
«Ringraziamo i nostri straordinari Servizi Segreti e le Forze dell'Ordine per l'intervento rapido e professionale di questa sera contro un uomo armato vicino alla Casa Bianca, che aveva precedenti di violenza e una possibile ossessione per l'edificio più sacro del nostro Paese - ha scritto Trump su Truth social - L'uomo armato è morto dopo uno scontro a fuoco con gli agenti dei Servizi Segreti vicino ai cancelli della Casa Bianca. Questo evento, avvenuto a un mese di distanza dalla sparatoria durante la cena dei corrispondenti della Casa Bianca, dimostra quanto sia importante, per tutti i futuri Presidenti, garantire a Washington, D.C., lo spazio più sicuro e protetto mai costruito nel suo genere. La sicurezza nazionale del nostro Paese lo esige!».