L'approvazione dell'emendamento sull'accesso alle banche dati presso la Commissione Affari costituzionali rappresenta un passaggio fondamentale nel percorso di riforma della Polizia locale, ponendo fine a un'attesa normativa che si protraeva da oltre quarant'anni. Il provvedimento mira a sanare un anacronistico divario operativo, dotando gli agenti di strumenti tecnologici indispensabili per l'efficacia degli interventi sul territorio. Ne abbiamo parlato con Augusta Montaruli, vicecapogruppo di Fratelli d'Italia e relatrice della pdl sulla Polizia Locale.
Onorevole Montaruli, l’approvazione dell’emendamento sull’accesso alle banche dati oggi in Commissione Affari costituzionali segna un punto di svolta. Qual è la portata di questo provvedimento per gli agenti della locale?
“È il segnale di un cambio di passo concreto atteso da quarant’anni rispetto a tutte le legislature precedenti ed è merito del Presidente Meloni e del Ministro Piantedosi che hanno impresso un cambio di mentalità importante: la polizia locale è una risorsa da valorizzare e non da guardare con scetticismo come avvenuto in passato. Si è abbattuto un muro ideologico e burocratico che per troppo tempo ha relegato i nostri agenti in una condizione di inaccettabile svantaggio operativo e un pregiudizio nonostante le molteplici funzioni a loro assegnate. Andiamo avanti in un percorso difficile ma con fiducia e determinazione nell’approvazione della legge delega”.
Quale impegno c’è stato dietro questo risultato?
“Siamo forti di una convinta volontà politica che sa essere pragmatica. In questo modo l’esecutivo è stato attento al lavoro parlamentare di mediazione ma anche di qualificazione di una riforma che vogliamo. Quella che può sembrare oggi una piccola svolta fino a poche ore fa sembrava impossibile e invece con tanta pazienza abbiamo portato a una innovazione in passato molto osteggiata. Ciò permette di dire che ci stiamo distinguendo da tutte le esperienze passate”.
In prospettiva, cosa significa questo traguardo per il futuro del corpo di polizia e per la sicurezza dei cittadini?
“Il nostro ordinamento prevede per la polizia locale funzioni che spesso sono le medesime delle forze dell’ordine, penso per esempio a quelle di polizia giudiziaria. Oggi gli riconosciamo la medesima dignità dando lo stesso strumento a parità di formazione specifica che in passato era negato”.

