L'aereo della Royal Air Force (Raf) con a bordo il ministro della Difesa britannico John Healey, ha subito disturbi al sistema di navigazione satellitare Gps la scorsa settimana, mentre tornava da una visita in Estonia. A riferirlo sono stati i quotidiani britannici citando fonti ufficiose del governo londinese, precisando che il disturbo è durato qualche minuto.
Il jamming russo è diventato continuo dal 2022
Il disturbo del segnale Gps, in gergo jamming – che si può effettuare anche su normali comunicazioni via radio – è diventata una pratica ormai comune negli ultimi anni in alcune zone ben precise del globo: l'area del Baltico, al confine con la Russia, ha cominciato a far registrare questo tipo di disturbi in modo continuo a partire dall'avvio dell'invasione russa dell'Ucraina del 2022. Prima di quella data, il jamming del segnale di posizionamento satellitare utilizzato da veicoli, aerei e navi, si registrava in modo sporadico in quella parte di Europa.
Lo stesso tipo di disturbo, però, si è registrato nel Mediterraneo Orientale a cominciare dallo schieramento delle truppe russe in Siria, per sostenere il governo dell'ex presidente Bashar al-Assad: risulta infatti che avvisi ufficiali dell'ente internazionale che regola il traffico aereo fossero stati emessi già nel 2018, imputabili alla presenza di jammer Gps russi posizionati nei pressi dell'aeroporto di Hmemim e del porto di Tartus/Latakia a protezione degli assetti e del personale militare russo.
In quell'area, il disturbo del Gps si è fatto più intenso in concomitanza con l'avvio del recente conflitto tra Iran, Stati Uniti e Israele e si ritiene che questa volta sia di matrice israeliana: un metodo per cercare di mandare fuori bersaglio droni e missili iraniani che utilizzano quel sistema di guida. In queste ore, il jamming del Gps è attivo nell'area dello Stretto di Hormuz, in particolare in corrispondenza degli Emirati Arabi Uniti, e proprio per questo è probabile che si vedrà la ripresa delle operazioni belliche.
Questo disturbo, insieme allo spoofing ovvero la riproduzione di un segnale per ingannare un sistema di comunicazione/navigazione avversario, rientra in quella che si chiama guerra elettronica (in inglese Electronic Warfare – EW) ed è ben conosciuto e sfruttato da anni.
Nel caso in esame, la Russia ha posizionato diversi sistemi da EW che vanno a colpire il segnale di posizionamento satellitare nell'oblast di Kaliningrad – exclave russa nel Baltico – e lungo tutto il suo confine occidentale, al punto che la stessa Norvegia ha lamentato di recente questo tipo di disturbi nella sua parte più settentrionale. Uno dei jammer del segnale Gps di fabbricazione russa più noto è il Krashukha-4, un sistema mobile che sarebbe capace di disturbare i segnali sino a circa 300 km di distanza.
Tali disturbi riescono a essere più o meno localizzati grazie alla modulazione della potenza rispetto alle coordinate azimutali dell'area che si vuole interessare, e sono difficilmente contrastabili, soprattutto dai velivoli o sistemi civili.
Un aereo ha altri sistemi di navigazione oltre il Gps
Per quanto riguarda la navigazione aerea, però, il black out del segnale Gps non mette in pericolo la sicurezza del volo in quanto a bordo sono presenti altri sistemi di navigazione. Il pilota può infatti sempre affidarsi ai radiofari, ovvero degli emettitori di onde radio con una determinata frequenza che, grazie alla triangolazione delle sorgenti, permettono di calcolare la posizione in volo e mantenere la rotta prestabilita.
Come ultima ratio – ovvero in caso anche le sorgenti dei radiofari vengano “jammate”- il pilota può sempre far affidamento alle carte di volo e alla bussola di bordo. Alcuni velivoli e sistemi militari – come i missili – possiedono anche il sistema di navigazione inerziale che sfrutta la posizione iniziale e in base alla velocità registrata e alle accelerazioni (vettoriali) calcola la rotta.
In ultima analisi, il jamming del Gps si tratta solo di una noia a bordo di un velivolo, soprattutto perché non associato a disturbi elettronici di altro genere che vanno a colpire altri strumenti di bordo, ma è un chiaro esempio della guerra ibrida russa che prosegue, con sempre maggior enfasi, almeno dal 2014 quando i primi disturbi del Gps venivano registrati in Crimea e nell'Ucraina orientale, in concomitanza con lo schieramento di diversi assetti russi per la guerra elettronica come testimoniato anche da report dell'OSCE (Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa).
Molto più subdolo, ed efficace ai fini di un conflitto, è lo spoofing del segnale Gps o comunque di un qualsiasi sistema di navigazione satellitare (Glonass, Galileo o Beidou). La natura di questo disturbo, infatti, è quella di simulare il vero segnale ma fornendo coordinate geografiche leggermente diverse, in modo da mettere fuori rotta un velivolo o un natante senza che ce ne si possa accorgere.

