Seggi chiusi alle 15 anche a Salerno, fin dagli exit-poll si è delineata una netta vittoria da parte di Vincenzo De Luca. Secondo le prime proiezioni Opinio-Rai, l'ex presidente della Regione Campania, sostenuto da sette liste, tra le quali non figura il Pd, si attesta sul 58,5% delle preferenze. Seguono Gherardo Maria Marenghi del centrodestra entro una forbice del 14-18% e Franco Massimo Lanocita di M5s e una civica con la stessa percentuale. Sarebbe la quinta elezione a sindaco di Salerno per lui. Non ci saranno ballottaggi: Lanocita è accreditato al secondo posto con il 15,6% mentre il candidato del centrodestra sarebbe terzo con il 12,2.
L’affluenza nella città campana ha superato il 63,44%, attestandosi come una delle più alte di questa tornata elettorale. De Luca è stato sostenuto da: Progressisti per Salerno, DC - Democrazia cristiana insieme per Salerno, Avanti - Psi, Salerno per i giovani, Cristiani democratici, A testa alta, Davvero Ecologia e Diritti. Il Partito democratico in città non ha sostenuto alcun candidato mentre Avs ha sostenuto lo stesso candidato del M5s. “Nel momento in cui ti votano i cittadini della tua comunità o sbagliano tutti a votare oppure vuol dire che percepiscono che sei un grande amministratore. Non nient'altro da aggiungere in questo senso”, ha dichiarato Stefano Bonaccini, presidente del Pd, intervenendo a Tagadà su La7.
De Luca ha iniziato la sua attività politica con il Partico Comunista Italiano e da sempre Salerno è stata la sua roccaforte elettorale. Da primo cittadino del Comune campano, De Luca ha plasmato il cosiddetto “modello Salerno”, operando nell’ambito della riqualificazione urbana con una lunga serie di interventi che, durante i suoi mandati, ha plasmato e cambiato il volto della città. De Luca ha fatto del “decoro” cittadino uno dei suoi cavalli di battaglia e proprio la sua rigidità e attenzione, oltre che personalità particolarmente forte, gli sono valsi il soprannome di “Sceriffo” che perdura ormai da tempo e che ne ha caratterizzato anche gli anni come presidente della Regione. Ma tra i punti di forza di De Luca c’è anche l’autonomia politica: per quanto sia stato per anni il volto principale del Pd in Campania, l’ex governatore ha sempre rivendicato la sua linea politica, che spesso ha imposto anche a livello locale. Si è sempre voluto distinguere dall’establishment romano, non ha mai appoggiato le politiche del Pd per il Mezzogiorno e nemmeno quelle sulle alleanze politiche. Ha dimostrato in questa tornata elettorale di poter vincere anche senza il partito di Elly Schlein. Negli ultimi anni si è distinto anche per gli scontri verbali con Giorgia Meloni. "Presidente De Luca, quella stronza della Meloni. Come sta?", ha detto la premier rivolgendosi all’allora governatore della Campania durante un evento a Caivano, facendo riferimento a un audio di De Luca emerso nelle settimane precedenti e captato in Transatlantico. De Luca ha 77 anni e nonostante questo si sente pronto per prendere nuovamente le redini della sua città per altri 7 anni. La “dinastia” De Luca, però, ha ancora molti anni davanti: i suoi figli, infatti, hanno già fatto esperienze politiche. Piero è un deputato del Pd e segretario regionale dem, e Roberto per un periodo è stato anche assessore al Comune di Salerno.

