Federico Dimarco nell'occhio del ciclone dopo il disastro degli azzurri. L'Italia non si è qualificata ai Mondiali per la terza volta di fila e qualcuno non perdona al calciatore l'esultanza per il passaggio di turno della Bosnia. Una Bosnia che poi, in ultima analisi, ci ha punito. In queste ore c'è chi attacca il difensore dell'Inter per la sua arroganza che non si è poi tradotta con una vittoria dell'Italia e chi, fra gli utenti stranieri, lo deride, tirando in ballo il karma. Una cosa è sicura, al momento Dimarco si trova al centro di una pioggia di critiche.
Tutto è partito da quell'esultanza. Durante la semifinale playoff per i Mondiali 2026, Dimarco è stato ripreso mentre festeggiava il passaggio del turno della Bosnia, uscita vincitrice contro il Galles. Soddisfatti per aver battuto l’Irlanda del Nord, i giocatori azzurri stavano infatti seguendo la fine di Galles-Bosnia per scoprire chi avrebbero affrontato in finale. Quell'esultanza di Dimarco è stata accolta malissimo e considerata una vera e propria mancanza di rispetto.
In molti hanno interpretato quel comportamento come una prova del fatto che l'Italia considerasse la Bosnia un avversario più "facile" rispetto al Galles. Da qui le accuse di presunzione.
Purtroppo la Bosnia non si è rivelata affatto un avversario abbordabile e oggi l'Italia deve leccarsi le ferite. Sui social si è chiaramente scatenata la polemica. Il frame video in cui si vede Dimarco esultare sta facendo il giro del web, accompagnato da meme e commenti ironici.
Il giocatore dell'Inter aveva provato a scusarsi prima della partita. "Ci tenevo a dire che rispetto qualsiasi club e nazionale. Quella dell'altra sera è stata una reazione istintiva, con i compagni stavamo guardando i rigori per capire chi avremmo affrontato. Non ho mancato di rispetto né alla Bosnia né ai bosniaci, siamo persone per bene", aveva dichiarato. Tuttavia i social non perdonano, e questo ormai è acclarato. Così adesso fioccano messaggi come "Il karma al suo meglio", e "Esultavano perché pensavano fosse più facile, e ora?". Persino alcuni giornali sportivi esteri non risparmiano critiche o frasi ironiche.

