Il calvario del calcio italiano continua. Per la terza volta consecutiva siamo fuori dal mondiale. Respinti dai rigori della Bosnia. Partiti davanti, col gol di Kean, rimasti in dieci per una sciagurata entrata di Bastoni a fine primo tempo, raggiunti da un tap-in, gli azzurri si inchinano dal dischetto. Da segnalare un tris di errori di mira nella ripresa. Gattuso non ha niente da farsi perdonare, Donnarumma e Tonali i migliori insieme alla gendarmeria azzurra. Ma oggi è un altro giorno e comincerà un processo inevitabile per identificare errori, omissioni, colpe e riforme da preparare. Non sarà facile..
Nello stadio trappola di Zenica non dotato della goal line technology, l'erba resta alta, fuori i fuochi d'artificio dei bosniaci rimasti senza biglietto, sui balconi dei palazzi intorno il pieno previsto: comincia così la serata più tormentata del calcio azzurro. La partenza è delle più promettenti poiché al primo errore (rinvio sbilenco del portiere Vasilj) commesso dalla Bosnia, l'Italia è in grado di allestire l'azione più efficace. Barella intercetta il pallone e l'indirizza a Kean in agguato a centro-area: il destro dell'attaccante viola è una saetta indirizzata nell'angolo alto della porta. Sembra la spinta giusta immaginata da Gattuso ma gli sviluppi successivi non promettono granchè poichè, col passare dei minuti, la Nazionale arretra metro dopo metro mentre Dzeko e i suoi mettono pressione a Donnarumma. Qui qualche limite emerge: Gigio in porta è un autentico drago, mentre nel rilanciare il pallone non è altrettanto. Così, sul finire della prima frazione, ecco la svolta a tradimento: Donnarumma rimette una palla fiacca a metà campo catturata da Memic mentre la difesa azzurra è salita. La ripartenza del bosniaco è fulminea: il primo a recuperare è Bastoni che interviene da dietro in modo rischioso sul piede del rivale. Inevitabili cartellino rosso ed espulsione, con gli azzurri ridotti in 10 e l'ingresso di Gatti (al posto di Retegui) per ricucire lo sbrego difensivo.
Il ct della Bosnia molla gli ormeggi a inizio ripresa: dentro il talento 18 enne, già protagonista a Cardiff, Alajbegovic, stellina del Salisburgo, oltre a Tahirovic mentre Gattuso rimpiazza Politano con Palestra. La conseguenza è un assedio all'accampamento azzurro che resiste fino a pochi minuti dal gong grazie alle prodezze ripetute di Donnarumma. E qui si moltiplicano i rimpianti perché proprio in questa fase alla Nazionale capitano tre occasioni per arrotondare il vantaggio prima con Kean in fuga solitaria, poi con Pio Esposito e infine con Dimarco a tempo quasi scaduto. Discutibile la mira di tutti e tre. Ai gol sbagliati segue il gol subito nato da un banale cross laterale: al colpo di testa di Dzeko (con tocco di braccio) si oppone Gigio prima del tap-in di Tabakovic che firma il pari. Proteste reiterate degli azzurri risolte con due gialli per il portiere e Gattuso. Si passa così ai supplementari. Al tramonto del primo bis c'è un altro episodio chiave: Muharemovic interviene da ultimo uomo su Palestra. È un potenziale rosso ma Turpin estrae solo il giallo (approvato dal var) con proteste di tutta la panchina azzurra! La sentenza è affidata ai calci di rigore. Sbaglia subito Pio Esposito, Cristante schianta la traversa e Donnarumma non può rimediare a tanto spreco.

