Lo scorso 30 gennaio un gruppo di parlamentari di opposizione ha occupato la sala in cui era previsto lo svolgimento di una conferenza sulla remigrazione con esponenti di Casapound e della Rete dei patrioti. “Consentire l'ingresso di naziskin e neofascisti negli spazi della Camera dei deputati rappresenta un oltraggio gravissimo alla memoria dei nostri padri e delle nostre madri costituenti”, aveva dichiarato Angelo Bonelli. L’incontro alla fine era stato annullato, a nessun ospite esterno per ragioni di sicurezza era stato concesso l’accesso alla Camera. Ma in queste ore è arrivata la decisione dell’ufficio di presidenza, che ha deciso le sanzioni per gli onorevoli che si sono resi responsabili dell’occupazione.
Sono state inflitte le censure e 5 giorni di sospensione a 22 deputati, di cui 10 del Partito democratico, 8 del Movimento 5 Stelle e 4 di Avs; oltre a quattro giorni a 10 parlamentari, di cui 5 del Movimento 5 Stelle e 5 del Partito democratico. I deputati che sono stati sanzionati sono: Auriemma, Bakkali, Boldrini, Bonelli, Caso, Cuperlo, De Maria, Ferrara, Fratoianni, Lomuti, Mari, Morassut, Orfini, Quartini, Ricciardi, Riccardo, Romeo, Sarracino, Scotto, Silvestri, Francesco, Sportiello, Stumpo, Zaratti, Alifano, Casu, Ciani, Di Biase, D'Orso, Gribaudo, Labate, Mancini, Orrico, Ricciardi Marianna. “Le sanzioni avranno decorrenza scaglionata a partire da domani, giovedì 2 aprile, secondo un calendario comunicato ai deputati interessati”, ha dichiarato in Aula il presidente di turno Fabio Rampelli.
“Una decisione sproporzionata, ingiusta, inopportuna, stavamo difendendo la Costituzione e l'onore antifascista della Camera”, ha dichiarato il deputato di Avs Filiberto Zaratti, tra quelli che hanno preso i 5 giorni di sospensione. “Assistiamo a una deriva davvero sconcertante. L'Ufficio di Presidenza della Camera ha sanzionato a maggioranza i deputati e le deputate delle opposizioni che si sono presentati in sala stampa per scongiurare la presenza a Montecitorio di esponenti di Casa Pound e di chi si professa apertamente fascista e nazista. Una decisione incomprensibile e grave”, si legge in una nota del Partito democratico, che chiede il ritiro del provvedimento.

