Alessandro Morelli, sottosegretario alla Presidenza con delega al Cipess, lei organizza oggi un seminario dedicato alle emittenti radiotelevisive locali. Per quale motivo?
«La Lega è sempre stata un baluardo dell’emittenza locale che deve essere vista come la realtà chiamata a dare voce alle istanze dei territori. È chiaro che il potenziale economico dell’emittenza locale è ben diverso da quello delle tv nazionali. Noi ne siamo consapevoli e in Finanziaria abbiamo salvato il comparto. Ora con questo convegno riproponiamo la necessità che dal canale 10 al 19 e nei canali molto più avanti del digitale continui a esserci la voce fondamentale delle tv locali».
Vi siete battuti in legge di bilancio contro i tagli alle tv locali. È una battaglia che proseguirà?
«Sì, il punto è come farlo. Non è facile la sopravvivenza delle emittenti locali strette come sono tra le tv nazionali e i canali tv in streaming, tutte le realtà che forniscono servizi direttamente via Internet che stanno facendo terra bruciata sul mercato pubblicitario. Riteniamo utile che ci sia un vero e proprio coordinamento dentro Confindustria Radio Tv che possa permettere di coinvolgere tutta l’emittenza locale affinché ci sia un focus costante sulle iniziative da mettere in campo per consentire la sopravvivenza dei nostri editori».
Domani lei presenterà alla Camera la relazione annuale 2025 sul Cipess, l'organo del governo italiano che definisce le linee di sviluppo economico e approva i grandi progetti di investimento e le decisioni sulle grandi opere pubbliche, oltre alla programmazione dello sviluppo sostenibile. Qual è il suo bilancio?
«Il racconto di quanto abbiamo realizzato nel 2025 dà lustro e fotografa quanto questo governo si sia mosso in un’ottica di sviluppo, di rafforzamento delle infrastrutture, di riqualificazione ambientale, per la ricostruzione post-terremoto de L’Aquila, oltre ad aver prodotto la mega delibera da 134 miliardi dedicata alla sanità pubblica. Alla presentazione ci saranno molti dirigenti di aziende pubbliche e private perché è fondamentale che l’investimento pubblico rappresenti un volano per coinvolgere i privati e alimentare l’economia nazionale».
Quale risultato del Cipess rivendica maggiormente?
«È stato raggiunto un risultato politico storico. Finalmente c’è un governo che pianifica non perché lo deve fare ma perché ragiona sulla prospettiva. L’esempio da seguire è quanto fatto con le Olimpiadi invernali e i circa 3 miliardi investiti nei territori montani ».
Cosa intende?
«Il lavoro fatto sulle infrastrutture rappresenta un obiettivo raggiunto per la Lombardia e il Veneto e a questo si affiancano gli investimenti dei privati che miglioreranno l’accoglienza per i tanti turisti che arriveranno anche grazie al traino delle Olimpiadi e dei nuovi impianti».
Cosa accadrà dopo il Pnrr e con la fine delle risorse straordinarie europee?
«Il Pnrr ha previsto di fissare il modello della partnership pubblico-privato nel codice degli appalti, cambiando il paradigma stesso del modo di investire. Il partenariato è un passaggio epocale che fotografa i valori di un governo di centrodestra rispetto a quelli della sinistra. Non essendoci più i fondi straordinari europei la via da percorrere sarà necessariamente questa e oggi siamo nella condizione di farlo».

