Cerno al Tg4: "I violenti di Askatasuna scarcerati perché i nemici di certe toghe sono le forze dell'ordine"

Scritto il 04/02/2026
da Francesca Galici

Il direttore ha commentato il rilascio dei tre antagonisti arrestati a Torino, il caso della Famiglia del bosco e quello dell’angelo con la faccia del premier nella chiesa di Roma

Il direttore Tommaso Cerno è stato ospite del Tg4 per commentare i principali fatti di attualità, compresa la liberazione dei tre arrestati per le violente di Torino durante la manifestazione di Askatasuna. “Sono stati scarcerati perché viviamo in Paese che ci dimostra come i nemici di una certa magistratura sono l’ordine pubblico, la sicurezza e le forze dell’ordine”, ha dichiarato il direttore, aggiungendo che “noi abbiamo un elenco ormai troppo lungo di poliziotti, carabinieri indagati perché mentre cercavano di difendere i cittadini da criminali, hanno dovuto agire in quel momento, in quell’istante, con stipendi bassi senza tutela”.

Però, al contrario, “abbiamo la solidarietà delle piazze e della politica ai criminali: questo è l’emblema mentre una piazza organizzata di neo terroristi si organizza per aggredire lo Stato”. Uno Stato, sottolinea Cerno, che “non risponde con la violenza, si mostra gandhiano fino all’esagerazione. Ci mostriamo come il Paese più libertario dell’Occidente e oggi abbiamo anche l’onta che siccome loro sanno come si fa un’aggressione da guerriglieri, perché studiano in Val di Susa le tecniche con cui si fanno, il gruppo che non ha agito direttamente ma che è lì a proteggerli viene rilasciato e si fa beffa dello Stato”. Uno Stato obbligato a “rispondere sissignore a una magistratura che noi sappiamo bene essere in campo anche politicamente in maniera molto forte per il referendum della giustizia. Insomma, c’è o almeno io vedo, una sinistra organizzata perché questa piazza sia il modello in cui i cittadini devono trovarsi a vivere in questo momento nel Paese. Quindi c’è una connivenza, un legame, una solida complicità tra chi in parlamento accusa il governo, fa dei distinguo e questi guerriglieri che noi per finta chiamiamo liberi cittadini che protestano”.

Il direttore ha poi commentato la vicenda della Famiglia del Bosco che continua a tenere banco dopo due mesi da quando i bambini sono stati portati via dalla loro casa e inseriti in una casa famiglia lontani dai genitori. “Noi abbiamo i ragazzi che vanno a scuola coi coltelli e che vengono trattati come principi dal nostro modello, che è tutto basato sulle carte, mentre se vivi in un bosco e magari il bagno è senza acqua in quel momento ti mettono in prigione nelle case famiglia. E bisogna stare attenti, che se per caso non trovi un idraulico non ti portino via i bambini, perché a casa le cose non vanno bene”, ha commentato Cerno con un accenno di sarcasmo per la situazione che sta vivendo la famiglia australiana neorurale. Poi però, ha aggiunto il direttore, ci sono quegli altri, i No Tav, “che vivono nel bosco da molti anni armati: quelli, invece, vengono portati dalla sinistra al centro della scena come la nuova democrazia. È un paese che dimostra la distanza dalla realtà delle sue istituzioni, tutte queste storie sono legate: i poliziotti indagati, i criminali scarcerati e i bambini deportati”.

C’è stato anche il tempo per parlare del caso dell’angelo della Basilica di San Lorenzo in Lucina, storica chiesa di Roma che per alcuni giorni è stata presa d’assalto dai visitatori perché, durante un restauro, è stato usato il volto del premier come ispirazione. Ora su quel volto è stata data una mano di bianco. “La sinistra è tornata ad andare in chiesa e ci ha trovato la Meloni ed è impazzita: hanno delle fissazioni incredibili con i problemi che ha questo paese. Mi auguro che non censurino altre opere d’arte perché magari appare qualche graffitaro che mette Che Guevara, che qualcuno non glielo cancelli, perché l’arte adesso diventa politica”, ha commentato il direttore. “Una cosa divertentissima è che la Meloni sarà lì per sempre, quando non ci avrà mai voluto andare ed è tutto fuorché un angelo: è un leader laico però ti fa capire quali sono i problemi della sinistra italiana. Io mi preoccupo molto di più delle facce vere dei politici italiani, che vedo predicare nelle moschee insieme agli imam, non si sa bene che cosa, che non di questo disegno ho fatto da questo cappellano nella chiesa di San Lorenzo”, ha proseguito Cerno, che ha concluso con una battuta: “Adesso vedremo cosa ci faranno, potrebbero farci un leader al mese magari avremo un bel Bonelli a febbraio, una bella Schlein a marzo, Conte ad aprile… Insomma, si può fare in tanti modi”.