Spagna brutale? Per Albanese colpa di Israele

Scritto il 25/05/2026
da Alberto Giannoni

Se l’apparato di Israele, con un ministro estremista, maltratta i militanti della Flotilla, Israele ne è responsabile. Ovvio. Ma se è la Spagna che manganella e «brutalizza» gli attivisti della spedizione, allora di chi è la colpa? Sempre di Israele. «Dobbiamo resistere all’israelizzazione delle nostre società» ha dichiarato infatti ieri Francesca Albanese, la relatrice Onu su cui peraltro sono state ripristinate in via cautelare le sanzioni Usa.

E c’è un'evidente ossessione ideologica alla base di questa idea, più diffusa di quanto si creda, in virtù della quale lo Stato ebraico anzi sionista - diventa emblema e simbolo di ogni contraddizione del nostro «mondo», che è poi quello occidentale, per definizione «imperialista» e «brutale », evidentemente anche nelle sue espressioni più progressiste, come indubbiamente viene considerata la Spagna di Pedro Sanchez.

Questo riflesso della relatrice Onu non va sottovalutato. La grande inquisitrice sogna infatti un destino da leader politico. E la sinistra asseconda i suoi sogni. Non di strapuntini o poltroncine si parla. Albanese ha gigantesche ambizioni ed esaltate visioni. Indossa la kefiah come una toga, vagheggia una rivoluzione globale e immagina che dalla «scintilla » palestinese si possa scatenare una specie di incendio globale contro quello che definisce l’«ultracapitalismo sfrenato». «Una tempesta chiamata giustizia» la chiama. Non solo contro Israele ma contro l’intero Occidente.

In questa allucinazione, per certi versi puerile, anche dei miliziani integralisti possono assumere una funzione rivoluzionaria. «Sono riusciti a riportare la Palestina al centro della discussione. Stanno animando una rivoluzione globale che ci sta facendo pensare» disse Albanese nel corso della sua apparizione a Reggio Emilia, in quel teatro in cui inflisse un’agghiacciante umiliazione a un povero sindaco Pd «colpevole» solo di aver ricordato gli ostaggi israeliani a Gaza auspicandone la liberazione.

E il punto non è neanche la relatrice Onu, con i suoi riflessi ideologici e le sue visioni. Il punto è che per la sinistra italiana, come ha detto Nicola Fratoianni, «Francesca Albanese fa uno splendido e importantissimo lavoro».