"Scuola violenta, servono eroi positivi. I cellulari in classe? Ora sono spariti"

Scritto il 01/04/2026
da Maria Sorbi

Il ministro Giuseppe Valditara riceverà il 13enne che ha salvato la prof di Bergamo: "Lezione di coraggio"

Ministro Giuseppe Valditara, ieri c'è stato un nuovo accoltellamento in una scuola di Napoli. In questi giorni ci sono stati casi in Francia, Messico, Russia. Ieri in Argentina e Germania. Cosa sta succedendo?

«C'è un malessere giovanile che ha tante cause, prima fra tutte il prevalere della vita virtuale su quella reale. È come se molti giovani vivessero in un'altra dimensione. Con effetti spesso devastanti sulla loro psiche e sulla loro maturazione. I ragazzi si trovano sempre più soli nel grande mare di Internet».

In Italia c'è una recrudescenza delle aggressioni dei docenti?

«Suona strano se si pensa a quanto accaduto a Bergamo, ma i casi di bullismo in Italia nei confronti dei professori sono diminuiti: da 53 nei primi 7 mesi dell'anno scolastico 2023-24, sono scesi a 41 nello stesso periodo del 2024-25 e a 30 quest'anno».

Pensare che il ragazzino che ha accoltellato la docente ha solo 13 anni...

«Sì, però vorrei raccontare anche un altro aspetto di questa storia. È ora di cercare gli eroi positivi della scuola. Anche per evitare che l'emulazione sia verso i cattivi esempi. C'è un altro 13enne che è intervenuto per salvare la prof aggredita e ha fermato il suo compagno. Subito dopo Pasqua lo riceverò al ministero».

Cosa gli dirà?

«Lo ringrazierò e gli dirò che si è comportato con notevole coraggio, dimostrando grande maturità. Dobbiamo premiare gli esempi virtuosi: sono tanti ma spesso ignorati».

Un esempio da raccontare agli altri studenti?

«Sì, perché va detto che la maggior parte dei ragazzi è meravigliosa, così come lo sono le famiglie. Ho girato 300 scuole, incontrato migliaia di giovani. Non generalizziamo, la scuola è fatta principalmente da studenti esemplari».

In questi giorni lei ha più volte citato il decreto legge sicurezza per contrastare le armi tra giovani. Eppure l'opposizione cerca di bloccarlo.

«L'opposizione ha presentato 1.200 emendamenti per tentare di farlo decadere. Non è accettabile contestare norme che vietano la vendita e il porto di coltelli, specie quando riguardano i minori».

Cosa fare per limitare il pericolo che deriva dai social?

«Dobbiamo affrontare il tema, non è possibile che un 12enne sia esposto a rischi del darkweb e si abitui a vivere in un mondo virtuale. Intanto abbiamo vietato l'uso del cellulare a scuola e per la prima volta abbiamo previsto anche l'educazione alla conoscenza dei rischi e all'uso corretto delle nuove tecnologie. Indire sta predisponendo corsi di formazione per i docenti per attuare le nuove linee guida sull'educazione civica».

La scuola è investita di un ruolo sempre più educativo. Ma come garantire sicurezza nell'immediato?

«C'è il decreto sicurezza. E poi c'è la mia circolare, firmata anche da Piantedosi, sui metal detector. Ma l'opposizione ha parlato di misure repressive. Cosa le opposizioni non vorrebbero reprimere? Forse il 'diritto' a portare un coltello in tasca? Dov'è il problema se la comunità scolastica chiede allo Stato protezione, sentendosi insicura, e lo Stato risponde?».

Sta funzionando il divieto dei telefonini a scuola?

«Siamo stati tra i primi a introdurre il divieto e sta dando risultati. Oltre il 90% degli istituti lo ha inserito nei regolamenti. Due scuole su tre hanno attivato moduli di educazione civica dedicati e organizzato seminari, più della metà promuove progetti specifici su smartphone e sociale, due terzi delle scuole lavorano sull'uso sicuro dei dispositivi digitali e oltre la metà parla di fake news».

A una certa sinistra non piace la politica dei divieti e dei controlli.

«Hanno sfasciato il rispetto verso l'autorità - cioè verso insegnanti, poliziotti e istituzioni - scambiandolo per autoritarismo. Hannah Arendt ha sostenuto che non c'è democrazia senza autorità. È fondamentale tornare a dare valore alla responsabilità individuale. Smettiamo di dire 'Sono ragazzi' se qualcuno compie atti vandalici, insegniamo il rispetto per persone e regole. Ricostruiamo l'alleanza tra genitori e scuola nell'interesse dei nostri giovani. E valorizziamo i loro talenti, diamo loro la possibilità di un sogno e della sua realizzazione».