Elezioni locali. Ma non troppo. È l’ultima scorpacciata elettorale prima delle Politiche. Da ieri sono aperti i seggi per 6,2 milioni di italiani, per le Amministrative. Affluenza in calo (ormai non più una novità) rispetto alle tornate precedenti. Alle 19 i dati del Viminale certificano un'affluenza nazionale al 35%.
Sono 18 i capoluoghi di provincia che dovranno decidere i nuovi sindaci: Agrigento, Andria e Arezzo, Avellino, Chieti, Crotone, Enna, Fermo, Lecco, Macerata, Mantova, Messina, Pistoia, Prato, Reggio Calabria, Salerno, Trani e Venezia. I Comuni al voto sono in totale 743, di cui 118 oltre i 15.000 abitanti. Urne aperte anche oggi dalle 7 alle 15. Poi inizierà la lunga maratona elettorale. Nei comuni sopra i 15.000 abitanti, se nessun candidato otterrà la maggioranza assoluta, si andrà al ballottaggio domenica 7 e lunedì 8 giugno.
In Sicilia e Friuli Venezia Giulia la soglia per l'elezione al primo turno è il 40%+1. Il centrodestra si presenta unito in quasi tutte le sfide. Anche il campo largo, fatte alcune eccezioni, ai nastri si presenta al gran completo. È l’antipasto della sfida per il governo del Paese. Non si vedrà ancora l’effetto Vannacci. Le liste del generale sono presenti a macchia di leopardo. Mentre praticamente sta evaporando l’ormai ex Terzo Polo (Azione-Italia Viva) nascosto tra liste civiche e sigle locali. Riflettori puntati sulle due sfide più importanti: Venezia e Reggio Calabria. A Venezia il centrodestra schiera Simone Venturini: 38 anni, ha ricoperto la carica di assessore a Turismo, Lavoro e Coesione sociale nella giunta uscente. È diventato consigliere comunale nel 2010 con l'Udc, poi assessore nel 2015 nella prima giunta Brugnaro. Una candidatura nel segno della continuità. Il campo largo punta su Andrea Martella. È riuscito a mettere insieme uno schieramento larghissimo: accanto a Pd-M5s-Avs ci sono anche ItaliaViva, Psi, +Europa, Radicali, Rifondazione Comunista. Ha 58 anni ed è attualmente senatore del Partito Democratico. È stato anche sottosegretario a Palazzo Chigi nel governo Conte-bis. Originario di Portogruaro, si candida con la coalizione «La Stagione Buona».
Un altro parlamentare, stavolta di Forza Italia, proverà a conquistare la fascia tricolore a Reggio Calabria: Francesco Canizzaro, lunga esperienza con Fi a Montecitorio, guida la coalizione di centrodestra, con la benedizione del governatore calabrese Roberto Occhiuto. Il Pd mette in campo Domenico Battaglia, sindaco facente funzione, dopo l’elezione al consiglio regionale di Giuseppe Falcomatà. Giornalisticamente la sfida più interessante si gioca in Campania, a Salerno, con il ritorno dello sceriffo Vincenzo De Luca. Se dovesse farcela per De Luca si tratterebbe del quinto mandato da sindaco. Il Pd per fare un favore allo sceriffo ha deciso di non presentare alcun simbolo. Mentre M5s e AVs sostengono un altro candidato.
Avvincente in Sicilia la sfida tra la sottosegretaria Matilde Siracusano e il vulcanico Cateno De Luca. A Messina si combatte colpo su colpo tra Marcello Scurria (Siracusano) e Federico Basile. A Milazzo si rivede l’ex grillina Laura Castelli, correrà per la poltrona di sindaco con il movimento Sud chiama Nord.

