Tre ore di interrogatorio. Tanto è durata la prima seduta davanti al gip di Guido Oppido, il chirurgo a cui la Procura di Napoli contesta l'omicidio colposo e il falso per il trapianto del cuore congelato al piccolo Domenico, il bimbo morto all'ospedale Monaldi. Su di lui pende un'accusa pesante: avrebbe espiantato il cuore "vecchio" del bambino prima che arrivasse il box con quello nuovo. E quindi senza verificare le condizioni dell'organo da impiantare e senza sapere che in realtà si trattava di un blocco di ghiaccio inutilizzabile.
Oppido ha sostenuto di aver atteso che l'équipe degli espiantatori arrivasse in prossimità dell'ospedale per attivare la circolazione extracorporea. "Il compito di chi è al tavolo operatorio è quello di stare attenti a quello che si fa. Perché non è stato comunicato che c'erano problemi dopo l'apertura?" dichiarano il legali di Oppido, Vittorio Manes e Alfredo Sorge. "Ciò che è scritto nella cartella clinica è tutto vero, dubitiamo della ricostruzione che si basa sulle dichiarazioni dei testimoni" afferma Vincenzo Maiello, legale della dottoressa Emma Bergonzoni, seconda operatrice nella sala operatoria del Monaldi.
La battaglia per la verità si gioca sugli orari. E su un video che riprenderebbe il cuore espiantato su un tavolino mentre il box con il cuore nuovo (e deteriorato) era ancora chiuso.
A dimostrare la discrepanza tra gli orari è ciò che c'è scritto nella cartella clinica elettronica Cec (nella foto) che contrasta con la relazione della polizia stradale. Nella scheda si documenta l'ingresso in sala operatoria del cuore partito da Bolzano alle 14,02 e il clampaggio aortico alle 14,18. Ma nel verbale steso dagli agenti della Polizia stradale che fecero da apripista al mezzo con il cuore "nuovo", l'orario d'ingresso della pattuglia nei cancelli esterni del Monaldi è segnata alle ore 14,22? Qualcosa, evidentemente, non torna. Da qui l'ipotesi di falso.
La difesa di Oppido ha spiegato che "video e fotografie attestano come l'avvio delle procedure di espianto avvennero a partire almeno dalle 14,25 fino alle 14,34, che è l'ora dell'effettivo espianto, quindi un tempo assolutamente sufficiente per eseguire quello che Oppido ha sempre sostenuto essere avvenuto in questo contesto temporale". Resta da chiarire come mai impiantò il cuore danneggiato pur avendo constatato che non era utilizzabile.

